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Feat. Esserelà: Tuorl

feat-esserelaOKSfoglio il libretto che accompagna il debutto discografico dei Feat. Esserelà, trovo la centrale elettrica di Londra (Battersea power station), un dipinto di Escher e nessun testo. Chissà cosa mai potrà succedere all’ascolto di “Tuorl” del trio bolognese. Si comincia. Le tracce sono undici, la mancanza delle liriche è presto detta, si tratta di un disco èstrumentale. Non arricciate il naso, perché i Feat. Esserelà suonano così perfetti e lisci che la mancanza delle parole non si avverte minimamente. Se credete di vivere in qualche ghetto americano a fine anni 70 e ascoltate funk, se piangete sentendo il jazz rock, se per voi i Genesis sono quelli progressive con Peter Gabriel, se pensate a sonorità “vecchie” e stantie, vi sbagliate di brutto. Il trio (dal vivo diventa un quartetto con la presenza di Esserelà) è un qualcosa che lascia di stucco. Originali (in un genere musicale dove l’originalità è difficile), pimpanti (dove il fiato è corto da tempo), divertenti (dove le battute sono diventate tristi), demenziali (senza esserlo), astuti e maledettamente bravi. “Tuorl” dicono che sia un disco strumentale ma ne siamo proprio sicuri?

(Joe Frassino Records) CD

feat. Esserelà – SONDAinONDA

I feat. Esserelà si fondano nel Settembre del 2009, sotto l’unica e profonda ispirazione dell’Esserelà, protagonista indiscusso di ogni evento musicale e mondano, autore dei testi più introspettivi ed esperto conoscitore di musica bosniaca contemporanea. Suonano un genere definito ProgRockJazzFusionFunkAcid, dal nome eterno per confondere lo spettatore e celare il fatto che, tutto sommato, suonano Progressive Rock.
Il discreto ritardo con il quale il gruppo si è approcciato a tale stile li rende alieni in un qualsiasi contesto di giovini coetanei. Per questa ragione sempre più spesso fanno uso di formidabili travestimenti, tali da rendere il chitarrista sempre più simile ad un mocio vileda, il batterista a sua madre e il tastierista ad una meretrice dal dubbio gusto estetico.
Negli anni accumulano infiniti concerti, riscuotendo un unanime successo di pubblico, quando presente. Riescono persino a vincere due concorsi musicali: il primo, svoltosi nel ridente paesino di Castel Maggiore, li vede protagonisti di una demenziale intervista nella quale vengono erroneamente collocati nel fulgido panorama musicale della cittadina, collocazione che non riusciranno mai più a scrollarsi di dosso; il secondo ha luogo presso il Bravo Cafè, storico locale jazz di Bologna, che ospita il trio in tre occasioni, ognuna delle tre contraddistinta da una terribile scelta di tre tremendi vestiti, sempre più estremi. Recentemente hanno partecipato al progetto Soundtracks del Centro Musica contribuendo alla sonorizzazione del film muto “Charlot Soldato”.

Si divertono come matti. Pure l’Esserelà, anche se non sembra.

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